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Sintesi.

Intorno  al  secolo  undicesimo l'impero islamico era  frazionato  in
diversi califfati ed aveva perso compattezza e forza.
Cos  il  rinnovamento  economico e religioso  in  corso  nell'Europa
occidentale,   unito  alla  crisi  del  sistema   feudale   ed   alla
proliferazione di cavalieri senza terra, la cui carica aggressiva era
a  stento frenata dai moniti papali, si trasform in un movimento  di
espansione e di aggressione verso l'infedele.   (Paragrafo 1).

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Nell'estremo  lembo  dell'Occidente,  in  Spagna,  i  piccoli   regni
cristiani  formatisi ai piedi dei Pirenei - Len, Navarra, Castiglia,
Aragona e contea di Barcellona -, approfittarono della suddivisone in
piccoli staterelli del califfato di Cordova e lanciarono una possente
offensiva contro gli arabi, con l'aiuto dei cavalieri francesi ed  il
sostegno morale del papa.
Dopo  una  serie ininterrotta di successi militari, che sfoci  nella
riconquista  di  Toledo, e al centro dei quali si profila  la  figura
eroica  del  Cid  Campeador,  l'avvento  in  Spagna  di  nuove  forze
islamiche  di  provenienza  berbera -  le  dinastie  guerriere  degli
Almoravidi  e  degli  Almohadi - fren la  reconquista,  che  sarebbe
ripresa  vigorosamente  soltanto nel secolo tredicesimo.   (Paragrafo
2).
Ma la vera e propria crociata si indirizz a partire dal 1096 verso i
luoghi  della  nascita e della morte del Cristo,  dove  una  dinastia
turca,  quella  dei  Selgiuchidi, aveva  soppiantato  il  potere  del
califfo.  Fu  sufficiente  che papa Urbano secondo,  impegnato  nella
riforma  della Chiesa e nella lotta delle investiture, accennasse  in
un  concilio  ad  un  pellegrinaggio armato  contro  gli  infedeli  e
chiamasse al pentimento i violenti feudatari, per scatenare un grande
movimento di massa.
Infuocato  dalle prediche di un eremita, il francese Pietro d'Amiens,
un  composito,  violento e disorganizzato esercito popolare,  sebbene
osteggiato  dalle autorit cristiane, si avvi verso  la  Terrasanta,
dove venne sterminato dai turchi. Il vero e proprio esercito feudale,
nel  quale  militavano  prestigiosi cavalieri  francesi  e  normanni,
riusc  invece,  con grande sorpresa, a sconfiggere le  divise  forze
islamiche,  fino  a conquistare, nel 1099, Gerusalemme.    (Paragrafo
3).
Padroni di tutta la fascia costiera di Siria, Libano e Palestina, che
si  guardarono bene dal restituire all'impero bizantino,  i  crociati
fondarono  un  regno,  quello  di Gerusalemme,  e  istituirono  altri
principati,  organizzandoli  in  una  rigida  struttura  feudale.   I
mercanti delle citt, massacrati dai crociati o fuggiti nei territori
islamici,  furono  soppiantati da colonie di  veneziani,  genovesi  e
pisani,  che  rafforzarono  cos  le loro  gi  preminenti  posizioni
commerciali nel Mediterraneo. Nacque quindi il problema della  difesa
dei  domini  cristiani,  che i provvisori e temporanei  passaggi  dei
cavalieri  europei  non  erano sufficienti  ad  assicurare;  cos  si
formarono,  incoraggiati  dalla  Chiesa,  alcuni  ordini  di  monaci-
guerrieri,  permanentemente insediati sul territorio. Fra  questi  il
pi  noto,  e  quello  che con il tempo acquist  maggiore  potere  e
ricchezza, fu quello dei templari.
Alla  lunga  per  la controffensiva islamica, che ebbe  nel  sultano
Saladino   il   maggior  protagonista,  ebbe  ragione  sulle   truppe
cristiane,  che  pure  erano affluite in  Terrasanta  con  ben  sette
spedizioni.  L'incapacit dei regnanti cristiani, la dispersione  dei
soccorsi   e  il  progressivo  esaurimento  dell'originario   impulso
religioso  contribuirono a riportare nelle mani musulmane, alla  fine
del tredicesimo secolo, tutto il Medio Oriente.  (Paragrafo 4).
Un  tipo  particolare  di  crociata fu  quella  che  vide  il  popolo
germanico  -  contadini, mercanti, feudatari e  monaci  -  espandersi
verso le regioni dell'Europa orientale abitate dagli slavi. Motivi di
colonizzazione  economica  e  di dominio politico,  spesso  ammantati
sotto  le vestigia della conversione religiosa, furono alla  base  di
quella  espansione, che nel corso del tredicesimo secolo pass  nelle
mani  dei  cavalieri  teutonici, reduci dalla Terrasanta,  e  che  si
propag fino ai paesi baltici.  (Paragrafo 5).
